Quante volte ci saremo sentiti ripetere che “chi non lavora non fa l’amore”.
Il detto così tanto comune proviene da una canzone di Adriano Celentano che spopolò nel 1970. Insomma, chi non produce non ha diritto alla “pagnotta”. Scusate l’infelice doppio senso. Oggi però pare che la maggior parte delle persone che lavorano a ritmi serrati, soffra di problemi nella sfera sessuale.
Chi lavora più di 8 ore al giorno quasi tutti i giorni rischia, infatti, di ammalarsi di stress. Chi suo malgrado o per sua precisa volontà decide di votarsi al lavoro, anche se soddisfatto, è più incline a disturbi legati allo stress come la cervicalgia, l’emicrania cronica, la sindrome del colon irritabile, l’ulcera e molto altro ancora. Ciò che però mette in allarme è l’aumento dei casi di disfunzione erettile ed eiaculazione precoce. I più colpiti sono gli impiegati con ambizioni lavorative e concrete prospettive di crescita professionale e quindi maggiormente sottoposti a pressioni interne sia all’azienda che alla famiglia. Il sesso per chi è votato al lavoro passa in secondo piano. Spesso si tratta di una scelta che avviene a livello inconscio: si decide cioè di finire in fretta nel caso dell’eiaculazione precoce oppure di non iniziare affatto, nel caso dell’impotenza. Anche le donne in carriera soffrono cadendo nel buco nero chiamato anorgasmia.
Eppure è provato che una vita sessuale regolare libera dallo stress e dall’ansia.
Sarebbe sufficiente concedersi una mezz’ora ogni due giorni di sana distrazione di coppia per distendere i nervi e ricaricare le batterie.
Fra colleghi si usa spesso parlare delle colleghe poco simpatiche, oserei dire isteriche, in termini poco carini, con frasi del tipo: “è così perché non fa sesso, nessuno se la piglia.” Mi discosto da questa visione fallocratica ma traggo spunto dalla cattiveria e dall’ignoranza di molti uomini per estendere il problema anche (e soprattutto) all’universo maschile. Un uomo (o una donna) che non fa sesso sia che lo voglia e non riesce, sia che apparentemente non lo desideri, non può che essere una persona dal carattere difficile, poco collaborativa e sicuramente poco stimolante (sempre lavorativamente parlando).
Come fare quindi a recuperare la propria sessualità e serenità? Innanzi tutto, occorre prendere coscienza della reale portata del problema cioè ammettere che esiste un problema e che va risolto, costi quel che costi. Il secondo passo è prendersi una dovuta vacanza. Al ritorno tutto apparirà ancora più triste e il vigore ritrovato fra amache e cocktail, sfumerà fra lo smog cittadino e il lavoro arretrato da smaltire. La soluzione al problema sta proprio su quell’amaca e si chiama “saper vivere alla giornata”, senza cioè preoccuparsi eccessivamente di ciò che sarà domani, in parole povere: niente stress!
Lo yoga aiuta considerevolmente nella battaglia allo stress così come un’alimentazione sana ed equilibrata. Consiglio, inoltre, un rimedio eccezionale che ha reso felici molti uomini con problemi di disfunzione erettile cioè MANPLUS POWER che grazie alla presenza di ingredienti naturali ed esotici dalle proprietà miracolose come ginseng, muira puama e guaranà, non solo guarisce dall’impotenza, ma è un potente energetico molto più dei classici ricostituenti da banco.
Per i “velocissimi” consiglio invece LAST LONGER per darsi e dare alla partner piacere dopo mesi (anni?) di fallimenti e rinunce.
MANPLUS POWER e LAST LONGER: per non fallire nella vita privata!